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prosegue il Campionato Autunnale…

Seconda giornata ….

l’attesa è sempre bella! Si controlla il tempo sperando che ci sia il vento, si controlla il guardaroba non si sa mai dovesse venire a piovere e ci si allena insieme ad altri equipaggi avversari comprese le “Stramba Crew“.

Ci siamo allenati nonostante le previsioni meteo non ne azzeccano una, si sono alternate giornate di vento disteso (di bolina voliamo) o  con raffiche improvvise (che ci fanno mettere i muscoli  a dura prova) o di calma piatta senza un alito di vento dove l’unica cosa che ci rimane da fare è un tuffo a mare. Si fa gruppo, ci si rilassa, ci conosciamo meglio, si lasciano a terra tutti i problemi comuni e si da spazio all’immaginazione perché la vela è passione, emozione e amore sfrenato per il mare!

In questa seconda tappa si sono aggregate barche più importanti in categoria Crociera perché anche i campioni si allenano e quindi si vedono splendide barche super tirate con nomi eccellenti della vela nazionale e noi, siamo più agitati ed emozionati di prima!

In porto ci si vede tutti insieme già il giorno prima perché si svuotano le barche, si rinfresca l’attrezzatura, si controllano grilli, bozzelli e ovviamente si esce per un paio di ore. Noi, a tutto ciò aggiungiamo anche le escursioni, clienti tedeschi ci hanno prenotato per una veleggiata costiera e già alle otto del mattino siamo super operativi e ovviamente li accontentiamo. In quattro ore che siamo stati fuori le condizioni meteo sono cambiate repentinamente: siamo passati da due gocce d’acqua al sole al vento a 30 nodi che ci ha costretti a ridurre prima e a chiudere del tutto le vele dopo….nel momento di sole e calma piatta, per ammazzare il tempo con Salvo abbiamo deciso di lanciare una lenza in acqua…. per poi nel momento clou dell’arrivo del vento forte accorgermi di aver preso qualcosa…sembrava un tronco invece era un bellissimo palamito di circa due chili, una volta salito a bordo, dopo meno di due ore era già in padella per soddisfare il nostro palato e restituirci le forze perse in questo allenamento intenso.

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doppio arcobaleno

E’ sabato pomeriggio, non ci resta che preparare del tutto la nostra barca…quindi, un tuffo (oramai programmato per tutta la durata del campionato) per un lavaggio rapido della carena, compito riservato a Salvo e Mattia, mentre il resto dell’equipaggio mi aiuterà a sbarcare l’impossibile.

La sera del sabato andiamo a letto presto perché alle 8:30 della domenica vi è il briefing indetto per i regatanti.

Finalmente siamo in mare e tutti pronti per la seconda giornata, tre prove: alla prima eravamo tra i primi ma il resto della flotta è rimasta bloccata a riva senza vento- prova annullata! La seconda per nostra fortuna è anch’essa annullata visto che la corrente era maggiore del vento e più della metà delle barche non riusciva a superare la linea di partenza; terza prova, l’unica presa in considerazione dopo aver spostato il campo di regata oltre due miglia fuori dalla costa, anche questa è andata….

Teniamo saldo il nostro posto in classifica e tutto resta invariato anche se devo ammettere che le Stramba Crew hanno fatto una super prestazione arrivando prime in assoluto su tutto: “Complimenti ragazze” ma ora tornate al vostro posto. ….amiche si ma anche avversarie!!!!!

Ci aspettano altre prove, se il tempo tiene ed Eolo smette di soffiare in settimana e si concentrasse sulle domeniche di regate dove sembra proprio che si riposa….ne potremmo vedere delle belle!!!

TERZA GIORNATA….

Siamo a novembre e qui in Sicilia c’è l’estate di san Martino che non finisce più, tempo splendido senza vento quindi ci si allena solo sulla teoria senza la pratica!

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Strategia, manovre e compiti a bordo al momento rimangono gli stessi ma siamo coscienti che sul campo dobbiamo migliorare la partenza  (fra boa-comitato e flotta tutta schierata) e scegliere la nostra tattica! A proposito di ciò condivido con voi la definizione di un windsurfista del calibro di Franck David (medaglia oro olimpica), su tattica e strategia:”tattica significa giocare con gli altri concorrenti marcatura, piazzamento e così via e l’ideale sarebbe armonizzare il più possibile tattica e strategia. La strategia significa giocare con il vento, il mare i regatanti…. e fare uno schema di gara nelle condizioni ambientali che si conoscono o che si presumono”.

Per questa terza giornata si esce alle nove, 25 barche mollano gli ormeggi, le rande oramai sono issate in porto, campo boe pronto e si fischiano i cinque minuti….tutti super concentrati….siamo in regata!

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Il meteo non conviene più prenderlo in considerazione, si schiatta dal caldo ma siamo armati per pioggia forte…sembriamo 5 omini “Michelin” (ricordate il pupazzo mascotte dell’omonima azienda di pneumatici tutto fatto di camere d’aria!!!!), ma andiamo…prima prova a bastone, vento scarso ma sempre ottimisti. tagliamo il traguardo insieme ai nostri diretti avversari lasciandone altri dietro….il tempo compensato ci aiuterà ancora di più perché vi ricordo che noi abbiamo un GPH maggiore (oramai le so tutte). il tempo di due morsi al panino e si riparte, seconda prova della giornata sarà una costiera lunga, la seconda boa è uno scoglio della nostra costa “lo scoglio di Brolo”…non è possibile sbagliare, il vento è un fluido instabile, mutevole, ridonda, rifiuta cala e non rinforza mai!

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lo scoglio di Brolo

La nostra andatura di poppa è a farfalla, gareggiando a vele bianche, e bisogna stare molto attenti perché abbiamo Mattia a reggere il boma ma ci sono anche 50 cm di onda che ci fanno sballottare, e con un occhio su Mattia e uno sulle vele, si procede.

Tattico -Francesco e timoniere-Salvo, sono a caccia della minima informazione sullo specchio d’acqua, corrente, barche sotto o sopra vento, vento che gira all’impazzata e continuano a cercare la sensazione più bella: il vento in faccia. Io, randista, sto a guardare la vela, i filetti, il carrello della randa… e ho le mani scotte!!! Vi giuro a bordo ci siamo calati nei panni di veri regatanti… non si apre bocca se non per cose importanti….la concentrazione è altissima…. e il nostro unico problema rimane che la barca senza vento consistente cammina davvero poco, ma noi fino alla fine non solo ci crediamo ma abbiamo voglia di crescere, imparare e difendere la nostra posizione, e aggiungo che siamo anche una rivelazione di questo campionato in quanto la nostra barca casa è allestita con rollbar per pannelli solari e non solo!

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Happy in azione

 

Rientriamo in porto, ormeggiamo ma non scendiamo dalla barca fino a quando non viene pubblicata la classifica generale….. abbiamo dignitosamente salvato la nostra posizione…. Bravi ragazzi!

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Dita incrociate, tanti altri allenamenti, un altro tuffo per pulire la carena e siamo pronti per il gran finale di questo campionato….. A presto con la classifica finale e premiazione!!!!

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da Palermo a USTICA!!!!

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Ci eravamo lasciati che eravamo reduci del matrimonio di Beppe&Barbara, a Palermo, e recuperate le forze Salvo decide che la nostra vacanza deve continuare.

Molliamo gli ormeggi e issiamo le vele, rotta verso USTICA. 32 miglia a nord ovest da Palermo, vento perfetto, 12 nodi che ci accompagnano e spingono Happy nella sua andatura preferita di bolina larga. Nel mentre inutile non dirvi che la lenza è già in acqua, il caldo si fa sentire e un tuffo non guasta mai. Arrivo previsto a Ustica per le ore 17, stiamo veleggiando in questo mare cristallino accompagnati da qualche aliscafo che fa la nostra stessa tratta, nel mentre facciamo scorrere il tempo leggendo l’ultimo libro del grande navigatore Bernard Moitessier.

 

Terra,terra…. finalmente avvistiamo Ustica, così piccola, lontana, solitaria ma molto simile alle nostre isole Eolie! Non conosciamo l’isola, quindi per prima cosa entriamo in  porto per vedere un po la situazione ormeggi. L’accoglienza è strepitosa, ci sentiamo a casa, i pescatori dell’isola che erano sul molo a cucire le loro reti, mollano tutto e ci porgono le loro mani per aiutarci ad ormeggiare, ricambiamo subito con una birra fredda e due bei pesciolini appena pescati. Eh si, nonostante andassimo a vela la lenza era in acqua e abbiamo preso un paio di palamiti…. Salvo esausto oramai di pescare mi faceva tirar su i pesci mentre veleggiavamo….pazzi!

Una volta a terra, iniziamo a ispezionare l’isola, ma già la banchina del molo ci cattura, anziani pescatori sono li seduti a sistemare i loro attrezzi di pesca e scambiamo con loro due chiacchiere, altri costruiscono le nasse, con il metodo antico, per clienti palermitani quindi si devono sbrigare perché devono essere consegnate e stivate sull’aliscafo per raggiungere Palermo e domani che sarà martedì non ci sono corse previste (la dura legge dell’isola)! Anche questo rende speciale quest’isola. Si pesca molto, anche se le restrizioni sono parecchie essendo Ustica una riserva naturale dal 1986 ( la prima area marina protetta d’Italia). La costa è divisa in 3 diverse aree per poter preservare al meglio la bellezza dell’isola soprattutto quella sottomarina. Se amate fare immersioni non potete non venire a Ustica.

 

E’ sera, stanchi ma entusiasti di trovarci qui, cuciniamo un pesciolino da noi pescato e poi a nanna; domani ci attende una giornata da esploratori!!!!

Sono il sole e il caldo a darci il buongiorno, sul molo ci sono già più di 50 persone pronte per andare a fare immersione, è il vero core business dell’isola, e a noi non resta che mollare gli ormeggi e andare a circumnavigare l’isola.

Ustica è davvero piccolina, la sua circonferenza è di circa 6 miglia, ma ha così tante baie e grotte che non sappiamo dove fermarci. Un tuffo e un po di snorkeling non guastano mai, già cosi il fondale trasparente è meraviglioso e l’acqua è a 30 gradi.

Rientriamo in porto, e andiamo in giro per le vie del paese, assaporando qualche piatto tipico come le lenticchie e i capperi. Poi ci ritiriamo in barca, stanchi della bellissima giornata e ci godiamo lo spettacolo del cielo tappezzato di stelle. Grazie alla poca luce dell’isola (fornita da una centrale elettrica con pannelli solari per l’illuminazione e un dissalatore per l’acqua potabile… sono avanti), si possono scorgere pianeti e stelle che sembra poter toccare con mano.

E’ un altro giorno, e abbiamo deciso di scendere sull’isola, noleggiare un motorino e percorrerla per lungo e per largo per andare a scoprire le sue bellezze.

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Io&Salvo con la cuffietta salva sudore prima del casco….!

Ci facciamo un paio di tuffi nelle zone della riserva dove è consentito, percorriamo l’unica strada asfaltata dell’isola e ci inoltriamo nei sentieri di fertile terra vulcanica, che venne colonizzata da contadini eoliani e che per decenni ha caratterizzato l’economia esclusivamente agricola dell’isola, vedi “lenticchia di Ustica”(presidio slow food).

Nel nostro giro, ci siamo anche soffermati a parlare con una signora di oltre 70 anni che a piedi e con un cappello in testa, sotto il sole cocente, andava alla ricerca dei capperi, perché lei così ha cresciuto ben 4 figli! Mitica!!!

 

Il faro, le grotte, il fortino, le tante ville immerse nel verde, le sue coste alte e scoscese rendono davvero Ustica un’isola magica, un luogo unico in cui natura, mare e cultura, convivono e rendono magica il soggiorno. Ma ahimè, è l’ora di salpare, visto che ci separano circa 90 miglia da casa decidiamo di spezzare la navigazione (circa 55 miglia) con tappa ad Alicudi.

La navigazione ci stupisce, mare come olio, si va a motore, e veniamo accompagnati da una miriade di delfini che ci scortano per un po di miglia, sono tantissimi, mai visti cosi tanti, poi è il turno delle tartarughe, e poi con l’effetto “fata morgana”, dinanzi a noi si riflette in mare Alicudi. Dopo un giorno intero di navigazione ci meritiamo uno strepitoso bagno in quello che io chiamo “il mio mare”, qui ci sentiamo già a casa!

Ormeggiamo e scrutiamo l’isola dalla barca, finalmente hanno completato il piccolo molo d’attracco, hanno ri-tinteggiato tutte le facciate, gli asinelli sono li pronti ad attendere l’ultimo aliscafo che porta i turisti e le scorte alimentari: quanto adoro quest’isola, un paradiso in miniatura, un luogo nel quale uomo e natura sanno coesistere senza ledersi vicendevolmente.

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Noi che non smettiamo mai di scoprire e di sorprenderci, scrutiamo  l’effetto di bioluminescenza in mare (fenomeno raro ma ben visibile su quest’isola, grazie ad organismi marini capaci di emettere luce attraverso particolari reazioni chimiche, creando impressionanti luminescenze nell’acqua), e ci puntiamo la sveglia alle 5:20 per vedere l’alba, sempre strepitosa qui ad Alicudi.

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La vacanza sta volgendo al termine, ma oramai visto che per noi le isole Eolie sono casa, non possiamo non fermarci per un mega bagno e un pranzetto a Filicudi, alla canna!

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(La Canna è un faraglione alto 71 metri  fuori dall’acqua, è ciò che rimane di un                        antico cratere vulcanico che rappresenta l’ultima  manifestazione eruttiva di Filicudi, parliamo di circa 40.000 anni fa).

Si rientra, a vela, destinazione Capo d’Orlando e sempre lenza in acqua….. e a circa 15 miglia da casa riparte la canna ma questa volta è davvero qualcosa di grosso…. il mulinello impazzisce, fa fumo, chiudiamo tutto e rallentiamo, perdiamo più di un’ora e mezza per cercare di portare a bordo questa fantastica Aguglia imperiale da 10 chili.

Grazie Eolo, Grazie Nettuno, Grazie Happy Island  e grazie Salvo, come al solito, viaggiare con voi è sempre un’esperienza unica e magnifica. Buon vento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al matrimonio in barca a vela!!!

Succede anche questo, un invito ad un matrimonio a circa 200 km da casa, ci permette di mollare gli ormeggi e raggiungere la location…la strepitosa Palermo, in barca!!!

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alle spalle Capo D’Orlando….appena partiti!

Salpiamo dalla marina di capo d’orlando venerdì pomeriggio verso le 16:00 e iniziamo a navigare verso Cefalù, la giornata è di quelle “africane”, circa 36 gradi e vento in poppa, costretti a navigare a motore e lenza in acqua ovviamente. E’ subito pesce, quindi cena assicurata!

La notte la trascorriamo in rada a Cefalù, ci piace molto sostare qui, in mezzo a scogli neri dipinti di bianco dai numerosi gabbiani che ci vivono. Sono le 22, la cena è pronta, l’aria è rinfrescata e ci godiamo il panorama stappando una buona bottiglia di vino regalataci da Paola di Gladan ( vedi anche sailingladan.wordpress.com).

E’ sabato mattina, ripartiamo alla volta di Palermo, giornata sempre più calda, 37 gradi e una leggera brezza che ci fa aprire le vele, il matrimonio è alle 18:15, ma per le 15 saremo in porto.

Abbiamo prenotato un posto per Happy Island alla Cala, ai pontili del centro velico siciliano, a piedi la chiesa dista solo 5 minuti, visto che i pontili della Cala si trovano nel bel mezzo della città.

 

E’ dura ma ci dobbiamo preparare, la temperatura è aumentata, sfioriamo i 40 gradi e indossare i vestiti da cerimonia sembra una cosa da pazzi, ma lo dobbiamo fare! E fra velisti che ormeggiano le loro barche, persone in costume e ciabattine sui pontili ci siamo anche noi che sfiliamo con abito lungo (per me) e smoking (per Salvo).

CALDO-CALDO-CALDISSIMO a ciò si aggiunge l’emozione del matrimonio e la voglia matta di rivedere i compagni e amici con cui ho trascorso anni della mia vita a Milano.

IL MATRIMONIO

l’invito arriva prima con una telefonata e poi a casa di mamma, perché qui alla Marina non abbiamo (per nostra poltroneria) la cassetta della posta. Sono super emozionata, in questi mesi d’attesa ho raccontato a Salvo un pò dei compagni/amici che incontreremo, delle marachelle e non solo fatte con i ragazzi, dai giorni dell’università a Castellanza agli ultimi giorni di lavoro a Milano!

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Parliamo degli anni 2000-2013!!!!

Si sposa Peppe, compagno e amico di mille avventure e non solo. La sposa è Barbara, la conosceremo oggi ma sarà sicuramente una splendida ragazza per esser riuscita a conquistare il cuore tenero del meraviglioso Peppe!

Già davanti alla chiesa iniziamo a incontrarci, riconoscere ed è subito festa!

La cerimonia è a dir poco fantastica: la sposa non si fa attendere, la chiesa Sant’Ignazio all’Olivella è bellissima e freschissima, il prete è veloce, simpatico e armonizza con gli invitati.

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Villa Bonocore Maletto la location

Alle 20:30, siamo tutti già al luogo del ricevimento presso “Villa Bonocore Maletto”, in perfetto stile barocca, molto elegante e super accogliente con i camerieri con i vassoi in mano e ben due postazioni bar!

Ci rinfreschiamo e scambiamo chiacchiere un pò con tutti i ragazzi, raccontandoci ciò che abbiamo fatto in questi anni lontani, anche se Facebook e i social ci tengono aggiornati.

Tra i tanti invitati, ritrovo:

Fede & Giulio, coppia nata all’università convolata a nozze e genitori di due gemelli. Ne abbiamo fatte tante insieme e con entrambi e altri assenti eravamo presenti a quasi tutte le feste organizzate sul territorio milanese…. quante ballate!

Giusy & Antonello, anche loro coppia nata all’università, rimasti a Milano e compagni di mille risate!

Antonio, il fratello dello sposo convolato a nozze da meno di un anno con Francesca, entrambi si sono conosciuti quando lavoravamo insieme a Milano!

Margherita & suo marito accompagnati dalle loro due splendide bimbe, la “Marghe” era nota per i suoi eccezionali appunti, molto ricercati!

Luigi, il nostro PR degli anni universitari, colui che ogni giorno della settimana organizzava seratine a cui non si poteva mancare!

Marco P: il “figlio acquisito” con cui ho condiviso l’appartamento di Peppe (lo sposo) e di Antonio (il fratello) nel passaggio fra Castellanza e Milano! Per loro 3 ero la “mamma” se non pensavo alla cena finiva che li ritrovavo catturati dalla Playstation e a mangiare patatine sul divano…. un anno fantastico!

Skizzo: un altro compagno di feste…. sempre sorridente!

Marina & Ale: conosciuta dopo l’università, ho condiviso con lei l’appartamento di Milano quando eravamo già catapultati nel mondo del lavoro e ora mamma del piccolo Pietro!

Enrico: il testimone di Peppe, mi ricordo che con il fratello lavoravano per un grosso marchio di patatine e biscotti…. ce ne fornivano a pacchi! l’aperitivo a casa loro era sempre pronto!

Eravamo in tanti e mi scuso per coloro che non ho menzionato ma che sono presenti nei miei ricordi degli anni meravigliosi trascorsi tra l’università e il mondo lavorativo.

E’ stato un matrimonio da favola, curato in ogni minimo particolare, grazie alla fantastica  wedding planner: Marta Decente. Una idea eccellente è stata anche l’averci fornito ad ogni invitato un tamburello siciliano e per tutta la serata abbiamo accompagnato gli sposi con divertenti “tremoli”, ” trilli” e percussioni con le mani che hanno unito grandi e piccini.

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Salvo e il suo tamburello!

Grazie mille Barbara e Peppe per averci invitato alla vostra magnifica e splendida festa di matrimonio….. a presto!!!

Ogni scusa è buona per andare alle Eolie anche per sport!

 

 

 

 

L’entusiasmo del campionato invernale ci ha spinto a iscriverci anche alla Round Aeolian Race (RAR), un regata organizzata dallo Yacht Club Capo d’Orlando, con partenza da Capo d’Orlando Marina, giro di tutte le isole Eolie e ritorno, divisa in due categorie: crociera/regata e gran crociera/regata, che ha visto la partecipazione di 25 imbarcazioni.

 

L’organizzazione velica ha previsto un insieme di incontri per i vari equipaggi, presentazione alla stampa, briefing, incontri meteo e anche momenti simpatici per incontrarsi e conoscerci!!!!

I giorni antecedenti alla partenza sono stati per l’equipaggio di Happy Island un insieme di incontri dopo lavoro, giornate sfiancanti di sbarca e imbarca, un rincorrere gli sponsor per poter avere tutto l’occorrente per partecipare “preparati” a questa prima regata lunga. Sponsor, amici e tifosi hanno danno il giusto contributo all’equipaggio, ma un grazie particolare va a Marisa che ci ha accompagnati in questa regata, sorprendendoci con:  magliette personalizzate, torte per recuperare le forze e persino un quadro da lei dipinto che immortala Happy Island che naviga durante la RAR .Grazie infinite per il sostegno (inaspettato)  molto caloroso.

 

 

 

Poche telefonate e una riunione lampo fa si che a pochi giorni dall’ evento un nuovo membro salga a bordo: Gaetano.  Poco conosciuto dall’equipaggio ma subito uno di noi,  amico di vecchia data del capitano Salvo e veterano di regata. Ci siamo l’equipaggio è formato:  Salvo –armatore, capitano di Happy Island e timoniere (colui che conduce la barca), Patty (io)randista e cambusiera, Simona –tailer (responsabile della messa a punto delle vele di prua) e aiuto della cambusiera! ,Lorenzo-tailer,Massimo-prodiere( la scimmietta atletica) ,Gaetano-timoniere,Ciccio-tattico(elabora strategie). Tutti insieme facciamo squadra certi di affrontare al meglio una regata di 128 miglia nello scenario “naturale” delle Isole Eolie.

 

A bordo, tutte le imbarcazioni hanno installato un tracking (Gps satellitare) per poterci seguire fra noi,  dal comitato di regata e perché no, farci seguire anche da casa .

L’aria che si respira qui alla Marina è strepitosa, tanti equipaggi da tutta la Sicilia e non solo, indaffarati ad armare le barche; tante barche una più bella dell’altra e un unico obiettivo: affrontare al meglio questa prima edizione della Round Aeolian Race (RAR).

Giorno 2 maggio è il giorno della partenza, rientro massimo entro le 50 ore, ci si vede all’ormeggio di Happy per gli ultimi preparativi e alle 10:00 si salpa.

DIARIO di BORDO della RAR su Happy Island!

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3, 2, 1….si parte! 

Tutto è pronto alle ore 11:00 del 2 maggio, nello specchio d’acqua antistante la Marina, viene dato il fischio dei cinque minuti che vede sulla linea di partenza la prima categoria: crociera/regata (io tifo per Sagola,dell’amico Peppe Fornich e non solo, vincitori di vari premi come velista dell’anno e 3° al campionato mondiale ORC2015) a seguire sarà il turno dei gran crociera/regata, la nostra divisione, quindi:FORZA HAPPY!!!!

La giornata è strepitosa, soleggiata, pochi nodi di vento, circa 6, mare calmo e siamo già partiti. La grande differenza di questa regata è la possibilità di poter decidere in che senso affrontare il percorso, senso orario o antiorario ( alla fine quest’ultimo sarà il percorso scelto da tutta la flotta).

 

Sul diario di bordo di Happy, sul quale prendo sempre appunti, alle 11:45 scrivevo:” siamo partiti, ho già fame ( il mare mi fa quest’effetto) siamo indecisi fra Alicudi e bocche, non abbiamo neanche una monetina per lanciarla ( fa peso!!!!) e le condizioni meteo sono completamente diverse dalle previsioni fatte, quindi Salvo e Gaetano optano di puntare su Vulcano, le Bocche. Il senso antiorario ha vinto”

 

 

A bordo di Happy Island ognuno ai propri posti con i propri compiti, entusiasti e carichi, affrontiamo le prime 18 miglia costretti a bordeggiare un po’ con vento ballerino e parliamo solo di strategie e di turni!

In pozzetto si studiano gli avversari mentre  gli altri stanno in falchetta per aiutare Happy; il meteo è sempre tenuto sotto controllo.

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Alle 14:00 nella quiete assoluta di un mare calmo e di una brezza che ci spinge verso la prima delle 7 isole, al VHF (radio di bordo) veniamo protestati per una vela armata in coperta ….  è vero , il fiocco (vela di prua) è murato basso …. ma nessuno se non noi dell’equipaggio sa che ci è esploso il gancio/molla del rolla fiocco. Dopo averlo sistemato alla meno peggio grazie a Salvo e Gaetano, ripristiniamo la vela e chiamiamo il comitato di regata ….evviva … siamo ancora in gara ( una curiosità: la barca che ci ha protestato “Mizzica”, si è ritirata dopo poche miglia).

Si và, siamo ben piazzati, superiamo Vulcano e Lipari con passaggio tra le bocche, siamo secondi, scelte di tattiche e strategia al momento quasi perfette, il vento dovrebbe aumentare, le nuvole basse e le previsioni meteo iniziano ad indovinare: sta per entrare lo scirocco.

 

Ore 20:00, personalmente mi sono fatta un’oretta di sonno, c’è chi non ha dormito e chi si fa anche tre ore, siamo a Canneto (Lipari), 2 nodi di vento e facciamo  1,6 nodi …. così non arriveremo mai …. ancora 110 miglia!!!

Isole verdi, già piene di turisti, un tramonto spettacolare e continuiamo a navigare direzione Panarea. Il bordo è buono verso terra, happy vorrebbe stringere, ma ci allontaniamo dalla costa per due motivi: sotto l’isola non c’è vento (abbiamo spiato il tracking)  e poi al di fuori dell’isola c’è il resto dell’antico cratere, ormai sfaldato con gli scogli: Lisca Nera, Lisca Bianca, Formiche, Dattilo, Spinazzola, Bottaro e Basiluzzo. E questa scelta ci premia…. Passiamo primi!

Dritti su Stromboli  prossima meta, la sera sta scendendo, il panorama è idilliaco, qualche delfino ci accompagna, un’infinità di stelle su di noi, qualche stella cadente, qualche pescatore che issa le reti e davanti a noi solo i “mostri del mare” barche tirate con equipaggi di professionisti.

VAI….. HAPPY  ISLAND …..VAI

 

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Dalle Bocche a Stromboli sono 27 miglia con rotta 32°, IDDU (così è chiamato lo Stromboli) si fa sentire ma ancora non si fa vedere …. A bordo iniziamo i turni per la notte, nel mentre abbiamo mangiucchiato qualcosa, condiviso esperienze personali e restiamo attenti all’evolversi del meteo e delle scelte degli avversari. Issiamo il Gennaker (vela enorme di prua) andiamo come un treno, c’è più aria, meno contraria e filiamo veloci senza nemmeno stringere troppo! Giriamo Stromboli lasciandolo a sinistra e Strombolicchio a destra ….e lo scenario mozzafiato di uno Stromboli infuocato ci cattura, continue eruzioni, colate laviche,botti e zampilli di lava illuminano il mare in una notte senza luna, è proprio lui: il Faro del Mediterraneo.

 

E proprio lì, sotto la “sciara del fuoco”, rimaniamo intrappolati in una bolla, quasi fermi, facciamo 0,8, il vento non si fa sentire, le vele sbattono, serve molta pazienza, fa parte del gioco e non molliamo (notiamo che già 4 barche si sono ritirate), teniamo duro, è l’alba e vediamo le altre barche che filano al nostro fianco perché le condizioni di aria leggera fanno si che le più piccole siano avvantaggiate e ci sorpassano e a noi non resta che metterci in posa per delle foto mozzafiato.

 

Con tanta fatica ripartiamo, tiriamo dritto sull’altro passaggio obbligatorio del percorso, in mezzo a Lipari e Salina, la nostra scelta ci premia, filiamo veloci con il Gennaker issato con il nostro asinello stampato su che sembra un cavallo imbizzarrito. La stanchezza si fa sentire, si fa colazione, si controllano rivali e meteo, e il capitano Salvo nota in lontananza una burrasca in arrivo su di noi, il tattico-Ciccio verifica la perturbazione e a bordo stiamo lavorando tutti: cambio di vele, scelte tattiche rimodulate, pioggia incessante, vento rafficoso a 20 nodi e superiamo Salina “CAPPERI che PIOGGIA”!

 

16 miglia alla prossima meta: Filicudi, tutti sotto la burrasca, siamo provati, tutto con la pioggia diventa più difficile. Siamo legati in pozzetto mentre altri cercano di riscaldarsi dentro.  Finalmente cessa la pioggia e con essa anche il vento. Filicudi così piccola ( se non sbaglio solo 10 Km quadrati) ma sembra così infinita…. una seconda bolla ci cattura e rimaniamo fermi. Stazioniamo alla Canna di Filicudi (rada pazzesca) e quasi quasi per la forte corrente andiamo indietro. L’equipaggio ha il Capitano a riposo e abbiamo il primo vero momento di sconforto, ci demoralizziamo, sono le 16:00 del 3 maggio e navighiamo da 29 ore, ma la squadra che abbiamo formato è di quelle tenaci,  con la risata sempre pronta iniziamo a prenderci in giro per mosse assurde prese e intraprese, movimenti goffi che abbiamo, movimenti scoordinati con dolori che ci colpiscono ovunque e ci facciamo due risate, due foto, carichi svegliamo Salvo perché abbiamo svegliato anche  Eolo. Arriva il vento giusto per il gennaker, ci spostiamo qualche grado dalla rotta e filiamo verso Alicudi. 9,7 miglia e di nuovo pronti ad un’altra forte burrasca, più forte di prima con vento di 25/30 nodi.

 

 

Avevamo disarmato il gennaker e armiamo il genoa, siamo tutti sbandati, io lascio il mio posto a Massimo perché l’equipaggio ha fame: piadine per tutti!!!Sono le 21:00 e questa volta il meteo l’ha indovinata. 31 miglia al traguardo, bisogna tenere duro, alcuni di noi hanno gli indumenti “zuppi”,il vento si sente sulle scotte, sui winch e sulle vele che decidiamo di ridurre … la stanchezza è alle stelle e decido di fare un tè per scaldarci ( impresa davvero ardua ma andata a buon fine) e per necessità  accendiamo il riscaldamento a bordo, troppo umido, sale e acqua piovana, soprattutto nella cabina di prua dove ammainiamo le vele e così si può riposare al calduccio. Siamo sempre in testa!!!

Siamo di bolina con falchetta in acqua, vento costante a 30 nodi con raffiche maggiori di 35 nodi, ci mettiamo in  rotta su Capo d’Orlando! La pioggia è violenta colpisce al volto e fa male, dà più ristoro quasi quasi, l’acqua del mare che schizza da prua perché almeno è più calda!!!! Happy fa 9 nodi e scalcia, riduciamo ancora, siamo entusiasti perché ci mancano 5 miglia ma sembrano infinite. Non abbiamo segnale sui cellulari, non sappiamo a che posto siamo, vogliamo solo tagliare il traguardo e stringiamo i denti. Condizioni davvero dure, abbiamo ridotto il più possibile la superficie velica, manca poco all’arrivo, stremati, legati, dolci un po’ salati, laschiamo la randa e un onda grande fa passare furiosamente il boma da una parte all’altra, per fortuna nessuno si fa male ma solo un forte spavento.

Alle 00:02 del 4 maggio tagliamo il traguardo, dopo aver perso più di ora sotto costa a causa del vento assente e della boa di traguardo che non vedevamo, confusa tra la miriade di luci della costa, SIAMO ARRIVATI.

Racimoliamo le scarse forze che ci restano per ammainare le vele, entrare in porto e ormeggiare felici, sorridenti, soddisfatti e sicuramente morti di sonno.

Happy Island ha tagliato il traguardo dopo 36 ore 52 minuti e 52 secondi…. Classificandosi al 2° posto in tempo reale e al  3° posto in classifica generale. Dividiamo il podio con gli amici di Freedom in testa e Jamanja seconda.