3° ed ultima settimana: diario di bordo della traversata oceanica da est a ovest su Gladan!

img_1241……..ci sono altri due articoli precedenti da leggere!!!

7 dicembre sabato: dopo una nottata un po’ confusa dove la stanchezza ha vinto sulla rotazione dei turni …io&salvo abbiamo fatto doppio turno dalle 21 alle 3 per far riposare il capitano….al risveglio, dopo aver preso un paio di duri fronti temporaleschi la mattinata si presenta un po’ uggiosa…. le canne che sono in acqua già dalle 7, grazie ad Edward, partono una rompe subito ma l’altra apre una lotta fra il pesce e Salvo di circa 30 minuti….. L onore viene dato al capitano Giancarlo di infilzarlo e portarlo a bordo è un dorado da 2 chili, subito sfilettato e messo in freezer, giusto il tempo di ripulire tutto e poi cucinarlo a pranzo!

Il gioco di oggi è evitare i groppi che portano il vento fino a 36 nodi e Gladan non teme e galoppa a 9 nodi….certo si è sempre allerta ….il nostro pensiero è sempre al pilota automatico…. non si sa mai si stancasse di pilotare!!! Poi con onde di oltre tre metri e mezzo la cosa si potrebbe verificare!!! Ovviamente nella mattinata non è mancato il consueto controllo dell’attrezzatura, Giancarlo appeso all albero in perfetto stile koala, Salvo alla base a stringere la trozza che da giorni ci fa tribolare, Enzo all easy bag, io di controllo e perfetta manovalanza d’aiuto… Edward gioca con la lenza rotta e decide di mettere come esca uno dei tanti pesci volanti schiantatosi sulla coperta ma con scarsissimi risultati!!! Andrea riposa!!!!

Cerchiamo di controllare la fame per abituare il nostro corpo al cambio d’orario ma non c’è nulla da fare si passa dal biscotto della colazione ai salatini ….e finire seduti a tavola con il nostro pesciolino alla griglia e due patate lesse di contorno è un attimo!!! Edward si è auto nominato capitano del tempo, e da ora in poi sarà lui a dettare gli orari dei pranzi e i turni!!! Ora, alle 17 sempre utc che sarebbero le 14 qui essendo già al 45 39 77 w e 17 56 84 n, abbiamo già iniziato il count- down dei meno mille, infatti ci mancano 960 miglia e abbiamo anche 35 nodi di vento al lasco…..ci restano 132 ore circa al nostro arrivo …5 giorni e mezzo…WOW…speriamo di continuare così!!! Alle 20 la situazione non è cambiata sfuggiamo dai groppi e ne prendiamo altrettanti…abbiamo il catamarano “living” alle calcagne, il connazionale Luca che viaggia con tutta la famiglia: 3 adolescenti a bordo dai 13 ai 15 anni che figata pazzesca! Ci sentiamo via vhf, è quasi una gioia poter scambiare due chiacchiere con altre persone che non sono a bordo! Anche loro hanno pescato, un minor numeri di pesci ma un tonno molto più grande del nostro….la sfida è sempre aperta! In classifica al momento non è cambiato nulla, siamo al sesto posto, ma i due davanti a noi non sono poi così lontani( circa 30 miglia) e lottiamo ancora….alle costole abbiamo gli amici di Bijoux ( Debby e Steve: la coppia australiana conosciuta alla Marina di capo d’orlando) e con loro abbiamo scommesso la bottiglia di rhum invecchiato 16 anni ( 1 l’abbiamo già vinta perché abbiamo preso il pesce prima di loro, la 2° sfida è ancora aperta è sul numero totale di pesci pescati).

8 dicembre domenica: mi iniziano a venire dubbi sulla nostra meta….non è che abbiamo sbagliato i gradi della bussola e invece di andare al caldo dei Caraibi mi stanno portando al freddo del Canada?! Abbiamo trascorso una notte di acquazzoni e groppi violenti, mare molto grosso e aria un po’ pungente….ma procediamo sulla nostra rotta! È domenica e vista la giornata uggiosa e ricordandoci che è la festa dell’immacolata decido di preparare una buona lasagna… non avendo l’albero di Natale e il presepe da montare!!! Alla preparazione collaborano sia Giancarlo con la sua besciamella home made sia Edward, Salvo è al timone e fa riposare un po’ il pilota automatico, gli altri riposano!

Stiamo cercando di adattarci al nuovo fuso, siamo tre ore indietro, quindi pranziamo per le 16 utc! Dopo il bel pranzetto, mi domando: la mamma mi ha insegnato bene a fare le lasagne o in oceano tutto sembra più buono?!? Facciamo il consueto briefing fra classifica e meteo, e poi mi tocca un riposino!!!

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In cabina fa caldo e Salvo decide di aprire un po’ l’oblò…. l’oceano prima ci regala i delfini a un tiro di mano e sentirli fischiare è una vera emozione… ma poi ci gioca un brutto colpo… una mega onda si frange sulla nostra murata facendo entrare un po’ d’acqua in cabina e di conseguenza ci svegliamo bagnati!!! Beh ci trasferiamo in soggiorno dove c’è Edward che gioca ai videogiochi e allora pensiamo bene di tirar fuori le carte e di giocare a scala 40!!! Dopo un po’ si aggrega Giancarlo e si cambia gioco, passiamo al poker( nessuno di noi conosce realmente le regole) e la nostra posta sono i salatini( peccato che sono di più quelli che mangiano che quelli che giochiamo) … trascorse un paio d’ore e scambiate quattro chiacchiere è l’ora del nostro turno… spero non burrascoso come la notte appena trascorsa!!!

Ci posizioniamo sul fly, i temporali sono sempre in agguato e ci restano da navigare 765 miglia! Il vento oscilla dai 16 ai 26 nodi con rotazioni anche di 10 gradi, noi sfarfalliamo ma il Capitano ha voluto tenere due mani alla randa e regoliamo il fiocco in base alle condizioni! Una delle domande più ripetute al capitano è stata: togliamo una mano??? Ovviamente riferito alla randa!!!

La luna è ancora alta e le stelle sono infinite….si vede qualche stella cadente… ma qui la sensazione non è che cadano ma che facciano una linea retta….esprimo un desiderio e torno al posto di comando.

Di notte incontriamo i delfini che regalano sempre uno spettacolo incantevole, la loro sagoma è ben definita dal plancton che li illumina, ci accompagnano e il tempo trascorre veloce!

9 dicembre lunedì: montiamo alle 9, questo è ora il turno più bello, vi è l’alba e il sole sorge velocemente passando fra le nuvole illumina il cielo di tanti colori e varie sfumature.

A darci il buongiorno ci hanno pensato gli amici delfini, questa volta un bel branco che ci ha accostato e nuotato per più di dieci minuti alla nostra prua, sono tanti e molti sono piccolini ….wow!!!

Si alza il capitano e decidiamo di dare una svolta alla giornata visto il vento debole, chiudiamo la randa e apriamo il “code0”, l’obbiettivo è prendere Luca ( living day light) che ci ha lasciato 6 miglia!!!

Bella scelta della giornata, la velocità sale a 6,5 con soli 700 miglia da affrontare e circa 124 ore al grido “terra”! La giornata trascorre fra pisolini, temporali e qualche urlo giocoso per incitare chi è di guardia!

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La temperatura sale, in cabina fa molto caldo ma fuori non si può stare sia per le onde che per la pioggia!!!

Veniamo chiamati tutti sul fly dal capitano per cercare di alzare la randa, abbiamo qualche problema sia con le stecche che si sono sganciate dai cartelli sia con il ragno dell easy bag che si incastra dentro e per non farci mancare nulla si incastra anche la bandiera dell’ARC fra le sartie e la drizza della randa! Missione sospesa, dopo aver acceso i motori e provato e riprovato, è oramai buio…. rimandiamo a domani! Ci mettiamo in sicurezza anche se la situazione non è delle più rosee….

10 dicembre martedì: la giornata inizia alle 6 per noi, c’è una fantastica luna quasi piena che illumina il mare e tante stelle giù fino all’orizzonte ,…. finalmente!!! Con il fuso stiamo avendo un po’ di disagi con il sonno, anche le articolazioni soprattutto le gambe iniziano a soffrire un po’ ma fiduciosi andiamo avanti e ci inventiamo qualche esercizio fisico fra pesi ed elastici! Alle 9  la luna cala e il sole sorge….uno spettacolo della natura in questa maestosità di oceano!!!!

Andiamo a riposare un paio di ore perché fra non molto ci tocca lavorare per ripristinare la randa! E poi subito a lavoro: Enzo e salvo sono all albero, Giancarlo al timone con i motori accesi, perché ci dobbiamo mettere prua al vento, io alle scotte e andiamo…. saliamo e scendiamo almeno tre volte la randa, dopo aver effettuato una riparazione di fortuna inserendo una cima fra l’occhiello della randa e i carrellini che la sorreggono!!! Forza ragazzi è la volta buona ….tre onde almeno di tre metri ci sono salite a bordo ma scorrono via ….giro di ruota e si torna in rotta 255 gradi e tutto si sistema…. ripartiamo finalmente a 7,5 nodi dopo esser stati lenti per più di 24 ore, ora come dice salvo:” ritorniamo a veleggiare”!!!!

Sono le 17 utc le 13 qui, abbiamo pranzato con un risotto agli spinaci ma abbiamo una nave vicina in rotta di collisione con noi. Ci avevano detto: non si incontra nessuno nella traversata…. noi siamo addirittura in rotta di collisione😳

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Salvo ed Enzo la tenevano d’occhio da tempo ma ora è proprio vicina 4 miglia, quindi Giancarlo la contatta sul vhf e loro ci comunicano che ci osservavano da un po’, aumenteranno la loro velocità a 13 nodi e ci passeranno a prua a solo un miglio di distanza!!! Provengono dagli Emirati arabi e sono diretti a New York city!!! È la seconda nave che vediamo da così vicino, la prima è stata una nave da crociera che andava a S.Salvador!

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Dopo la nave, sono le canne che interrompono il pranzo, prima ne parte una ma neanche il tempo di arrivare in postazione che è finito il filo del mulinello e rompe tutto, dopo poco parte la seconda, inizia la lotta ma è proprio grosso e monello, si agita come non mai, andiamo troppo veloci, Enzo cerca di rallentare ma il tentativo è vano, rompe anche questo!!! Delusi ritorniamo a tavola, una mela ( ne abbiamo comprato 15 chili) per togliere l’amaro in bocca e poi ognuno al suo posto!

Continuiamo per il nostro tragitto avanzando a 7,3 nodi vento 19 nodi di poppa, mancano 523 miglia al traguardo e il plotter/ navigatore dice ben 68 ore….dai Gladan portaci a Santa Lucia !!!!

Mentre siamo di guardia sul fly Giancarlo che è venuto a farci compagnia scruta un branco di tonni che salta alla nostra prua, ciccioni, rapidi e in perfetta sincronia… quante gioie ci regala questo oceano…. su dai ora ci manca solo la balena!!!

Che non sono riuscita a vedere in questo oceano che copre il 20% della superficie terrestre…direi proprio sfortunata!!!!

11 dicembre mercoledì: fra uno “squall” e un altro, con i “sederi” bagnati procediamo verso la nostra meta, la notte anche se con vento ballerino ci ha fatto camminare, abbiamo fatto 176 miglia in 24 ore! Se manteniamo questa media fra 2 giorni arriviamo a destinazione…. forza Gladan!

Le condizioni fisiche di tutto l’equipaggio per fortuna sono eccellenti,  tutti i muscoli del corpo lavorano già solo per tenere l’equilibrio!!! Io e Giancarlo abbiamo perso un po’ di peso, ma nulla di preoccupante… c’è ne rendiamo conto perché i pantaloni ci cadono!!!

La voglia di arrivare si fa più intensa e iniziamo a studiare le carte delle isole vicine a Santa Lucia, la prima che incontreremo anche se più bassa è Barbados, noi puntiamo al nord di Santa Lucia cercando di passare più vicini a Martinica in maniera tale da non dover fare un lungo bordo per entrare nella baia di Rodney bay, dove ci attende la linea del traguardo! Al vhf abbiamo parlato con un altra barca di nostri amici ”lamitye “ sono tedeschi e sono solo marito e moglie a bordo con un catamarano nuovo di pacco, loro ci comunicano che taglieranno il traguardo e daranno fonda lì fuori nella baia per evitare e diminuire eventuale shock con la terra! Eh si ….ne parlavamo anche a bordo di quanto sarà dura mettere i piedi a terra e se non si ha avuto il mal di mare sarà la volta giusta per avere il mal di terra! Vi dirò!!!

La giornata oggi è calda ma nuvolosa, ci sono più di 30 gradi, nonostante stiamo sempre all’ombra, ho i piedi e mezza gamba già neri, non oso immaginare appena mi metterò in costume in una di quelle fantastiche baie come cambierò il colore della pelle, sarò in perfetto stile caraibico…!!!! Ma ancora devo tenere duro mancano 302 miglia, quasi 2 giorni di navigazione!!!!

 

E mentre scrivo su questo blocco notes promosso a diario di bordo, alla vecchia maniera carta e penna, che ancor prima di dare un occhiata al radar, Salvo intuisce subito un acquazzone , che il radar fa fatica ad individuare….3…2…1… mollo tutto e passo a ridurre il fiocco, lasciandone solo un pezzettino, il vento sale fino a 28 nodi e le onde crescono in un baleno!!! Certo, a volte l’onda che ti spinge da dietro fa un po’ paura perché sembrerebbe che Gladan finisca con la prua sotto l’onda precedente… ma per fortuna non è così, si fa valere contrasta e corregge facendoci navigare tranquilli!!!

Il computer di bordo ha segnato una velocità di 12.1 nodi e a dir il vero Gladan navigava tranquillamente…. a parer mio le piace andare più veloce perché di sicuro riesce a tagliare le onde!!!

12 dicembre giovedì: è mattina tanto per cambiare il cielo è nuvolo, è già giorno, la luna e il sole si sono dati il cambio, ci mancano solo 256 miglia all’arrivo e riceviamo anche il messaggio di Paola che è in aereo porto e sta per volare per Santa Lucia! Oramai manca poco circa 30 ore…. su dai fra poco possiamo dire di aver attraversato l’Atlantico.

Peccato per i 2 giorni persi, quando il maltempo ci ha fatto navigare a rilento e avevamo anche qualche problema a bordo, e abbiamo navigato con una velocità ridotta di 5 nodi… allora saremmo già arrivati e ottenuto un bel posto in classifica ma ahimè ci dobbiamo accontentare del 7 posto almeno al momento!!! Ovviamente poi si ci sarà la classifica definitiva con i tempi compensati e le ore motore ( se eventualmente usato) che sono le più penalizzanti!

Comunque a differenza di ciò che avevo letto prima su questa traversata in tanti scrivevano che una volta presi gli Alisei non avresti più toccato le vele essendo un vento costante che spira sempre dallo stesso lato, io dichiaro il contrario è un vento molto ballerino influenzato dalle varie perturbazioni che si incontrano, e le vele le abbiamo regolate costantemente anche più volte in un ora….a noi va bene così in maniera tale da rimanere attenti svegli e in movimento!!!!

Si è alzato il capitano, gli altri dormono tutti, e ha deciso che è l’ora del caffè e si presenta con un buon caffè caldo….vizi!

La mattina trascorre fra una chiacchiera e un altra … ma la gioia che proviamo appena avvistiamo un mega uccello, da noi definito”pinguino volante” sia per il colore che per la forma… sembriamo dei bambini impazziti!!! Si tratta delle “fregate” che mangiano i pesci volanti che saltano al nostro passaggio!!!

Cambio turno, Giancarlo al timone e noi che non abbiamo sonno rimaniamo a chiacchierare e a mangiucchiare pane alle noci (fatto da edward stanotte) e formaggio… un ottima colazione! La mattinata prosegue con avvistamenti vari fra navi e uccelli e riparte la canna …. portiamo a bordo un pesce a noi sconosciuto… decidiamo di rilasciarlo!!! Sicuramente Nettuno ci ringrazierà!!!

Navighiamo tranquilli fino a quando due groppi decidono di accerchiarci, e si inizia a lavorare di nuovo: mano alla randa, riduzione del fiocco e Gladan con 30 nodi vola di nuovo a 9 nodi…. e arriva anche l’acqua, e il nostro capitano tempestivo si presenta al comando con macchina e microfono pronto a riprendere lo squall che si abbatte su di noi!!!! Siamo dei personaggioni qui a bordo di Gladan, per fortuna il gruppo è rimasto affiatato, è sempre pronto a scherzi e condivisioni!

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Si avvicina l’ora del pranzo ed Edward ed Enzo preparano la salsa con gli ultimi pomodori rimasti oramai più che maturi! Ottimo pranzetto, ho rivalutato la pasta in questa occasione, mi da subito energia e mi riempie come un sacco!!! Quando dicono che l’oceano cambia le persone!!!!

Ora è proprio l’ora di un pisolino, alle 17 cioè alle 21 utc è il nostro turno!!!

Ed al nostro turno non può non esserci che un fronte temporalesco che ci attanaglia e ci fa subito lavorare…niente questo oceano neanche l’ultima sera ci ha voluto regalare un bel tramonto …. sempre super nuvolo!!! 175 miglia ci restano e a 100 miglia c’è già terra (Barbados)…. il tempo scorre e oramai le miglia diminuiscono a vista d’occhio….!!!come non detto….se non è acquazzone è rottura di qualcosa…uffi…. ma per fortuna che il mio occhio si accorge nei 33 nodi e pioggia torrenziale di una cima che penzola in maniera insolita, Salvo la individua subito e chiama GianCarlo a rapporto:” si è rotta la cima dell’amantiglio” roba da non credere! Tamponiamo subito usando la drizza del code0 e con una maestria circense Salvo riesce a tirar giù l’amantiglio usando un’altra cima per catturarla e levare le volte che si erano fatte intorno a crocette e sartie, poi Giancarlo da su la coperta a metà boma afferra al volo e io ne cazzo una e ne lasco un altra….salvo si arrampica, con tanto di giubbotto e ganci, ricolloca l’amantiglio nella parte finale del boma…. ragazzi non vi dico ….un’ora di lavoro a denti stretti con 25 nodi incessanti a cardiopalma per riprendere la rotta tranquillamente e dichiarare finito il nostro turno!!!

Vado a stendermi…. sono distrutta!!!!

13 dicembre venerdì: ore 3 inizia il nostro turno e tanto per cambiare subito pioggia, 36 nodi con pioggia torrenziale …. nonostante le cerate il livello dell acqua nel fly è esagerato… il tendalino non ne vuole sapere più…. asciutti ma bagnati!!! Abbiamo vicino due barche e ci tranquillizzano comunicandoci che ieri anche loro hanno preso 40 nodi per 20 minuti…. facciamo a gara a chi prende più acquazzoni!!! Restiamo in campana anche nel turno di Giancarlo, visto che siamo ben equipaggiati…. è l’ultima Alba in oceano… ci restano meno di 90 miglia, l’orario d’arrivo previsto se continuiamo con questa media di 7,5 è fra meno di 10 ore!!! Che figata arriveremo a Santa Lucia per la festa di Santa Lucia !!! Paola è già li che ci attende e ci scrive che fa molto caldo, tante barche sono già arrivate, molte con tanti problemi!

La mail dell organizzazione ci informa che non molto davanti a noi c’è una barca, fra l’altro che conosciamo di italiani con un gran soleil 43 con il timone rotto… tenete duro ragazzi… il traguardo è oramai vicino!!!

È l’ora del pranzo e la cucina di Gladan offre una “tortillas” di patate e uova (abbiamo comprato 100 uova in totale e ne restano altre 35), soddisfatti del pranzo e con la pancia piena è l’ora del nostro turno, ma dopo 18 giorni abbiamo un sassolino da toglierci tutti quanti contro Andrea! Vi spiego: ogni giorno con il suo costumino verde fluorescente ( già si narra che il verde a bordo porta male e dopo aver visto le creste delle onde verde per il mare agitato ci credo anch’io!), con il telo viola e il cuscinetto gonfiabile si mette a prua a prendere il sole, il capitano scherzando gli dice che va in piscina.

È colui che fa tutto ciò che non si dovrebbe o potrebbe fare, per esempio: andare a prua quando il pericolo è dietro l’angolo! Tornando a noi, stamattina abbiamo pianificato un gavettone ovviamente di acqua salata a discapito di Andrea, quindi ora che l’occasione si presenta ci armiamo dei mezzi necessari: Giancarlo alle riprese, Edward riempie il secchio e io lo lancio (sono la più monella a bordo)!!! Wow gavettone riuscito, noi ci siamo spaccati dalle risate ma lui, forse,non l’ha presa bene!

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Si ritorna al comando, un’altra cosa che non è vera dei vari racconti è l’essere sempre soli in questa maestosità d’oceano, lontani da tutti, ma così non è. Dopo due navi, una in rotta di collisione, boa alla deriva, ora abbiamo altre 3 barche vicine, entro le 10 miglia, della nostra categoria e appena il segnale radio lo permette, partono le scommesse a suon di birra, mancano solo 54 miglia al traguardo, circa 8 ore!

Gladan svolazza a farfalla con vento da est nord est (90 gradi circa) e facciano 7 nodi…. abbiamo aperto tutte le vele che possediamo: code0 fiocco e randa… la terra è vicina!

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Il sole è caldo, si suda, il mare rimane sempre gonfio ma noi ci siamo più che abituati… l’adrenalina è alle stelle perché vicini all’arrivo dopo 19 giorni, ma un po’ di tristezza ci attanaglia perché questa navigazione dell’oceano ci è proprio piaciuta. sapere di sale per 19 giorni ci ha inebriato, depurato da tutto, l’aria,il vento il silenzio, lo stare da soli a pensare, il non avere e il non sentire telefoni suonare, la pace, la lentezza, la musica della natura alla fine ti rigenerano e se non ti cambiano sicuramente ti segnano! Una vera esperienza di vita!!! E per come ci eravamo detti ancora prima di uscire dal porto di Las Palmas deve essere una traversata il più tranquilla possibile, senza dover o voler strapazzare tanto Gladan, senza portare sotto sforzo l’attrezzatura e soprattutto fare squadra perché cosi tutto sarà più semplice! Ed ora che manca davvero poco vi garantisco che tutto ciò ha fatto sì che la nostra traversata di 2700 miglia ( ne abbiamo fatto almeno 300 in più) è stata proprio affrontata con lo spirito giusto e l’equipaggio ha fatto la differenza, nonostante a bordo eravamo misti dal giovanotto di 24 anni Al “pensionista” di 58 e io l’unica donnina!!!

Alle ore 21:00 il capitano grida “TERRA”… tutti fuori a scrutare le luci inconfondibili dell’isola di Martinica e di Santa Lucia, manca davvero poco! Tutti sul fly, l’emozione ci fa dimenticare di cenare, si interrompono i turni, si inizia a fare un vero conto alla rovescia ma rimaniamo sempre allerta perché non solo un acquazzone ci prende alla sprovvista ma abbiamo notato , ad occhio nudo, una imbarcazione che non è segnalata sull’AIS, che non risponde alla radio e che non ha diritto di rotta; decidiamo di “ fulminarli”con il faretto che ci ha aiutato nelle varie problematiche notturne!!!Fino alla fine super attenti, entriamo nel canale fra le due isole, ci prendiamo la precedenza perché un po’ più veloci, accostiamo sul versante di Santa Lucia per raggiungere la baia di Rodney bay e veniamo accecati dalle mille luci della terra. Facciamo l’ultimo bordo lungo, ci mettiamo in comunicazione con i giudici di regata e comunichiamo che stiamo per tagliare il traguardo, di bolina con vento di 25 nodi entriamo nella baia e tagliamo il traguardo alle 2330!!! Non so quante barche ci sono in questa baia!!! Wow abbiamo compiuto la traversata oceanica a bordo della super Gladan!!!

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Prima di entrare in porto, l’organizzazione ci fa abbordare da un gommone per la foto di rito dell’arrivo, siamo troppo felici e la foto parla da sola!!!

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L’ultimo miglio e si entra in porto, e iniziamo a farci mille domande, prima fra tutte ricordandoci delle luci d’ingresso della Marina contrario alle nostre se il senso di marcia è anche invertito? Oppure ora riusciremo a dormire per una notte intera?! Ma ci saranno zanzare?! Tra un ma è un’altro organizziamo le cime d’ormeggio, entriamo nel posto assegnatoci, spegniamo i motori e nessuno mette il piede a terra!!!

Ci danno il benvenuto con un “rhum punch” ovviamente alcolico e poi arrivano Paola e la mamma del comandante per festeggiare con noi la nostra impresa!!!

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Solo il giorno dopo metteremo i piedi a terra e tutti avremo il “mal di terra”!!!

Ora posso aggiungere al mio curriculum nautico questa UNICA, STREPITOSA, MAESTOSA impresa: aver navigato l’oceano Atlantico!

i ringraziamenti sono dovuti: all’armatore che ci ha voluto con lui, a Gladan che si è comportata benissimo e ci ha ospitato a bordo, al mio Salvo compagno formidabile di tutte le mie avventure, a tutti i membri dell’equipaggio che per sempre saranno presenti nei racconti di questa traversata! GRAZIE.

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Ora, permettetemi ma rimarremo a fare i turisti per un po in questo paradiso Caraibico.

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Buon vento sempre!!!! 

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Autore: vivereavela

Nata al caldo sole siciliano, mi trasferisco a Milano nel 1999 per poter conseguire la laurea in Economia Aziendale presso la Liuc, inizio a lavorare nel mondo delle assicurazioni come da vocazione di famiglia ma nel 2013, decido di mollare tutto e rientrare nella mia calda e sorridente terra. Da li a breve incontro Salvo, tante passioni e modi comuni di affrontare la vita, una fra tutte l'amore incontrastato per il mare. ed eccomi qua!!!!

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